LA MECCANICA…….. NON E’ LA MOGLIE DEL MECCANICO

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PERSONAGGI CARATTERISTICI NEL MONDO DELLE DUE RUOTE

Ho avuto la fortuna ed il piacere, nella mia attività di lavoro, di frequentare in modo
particolare, l’ambiente delle 2 ruote.
E’ senz’altro questo un mondo dove la passione ha il suo regno particolare e lo
rende quindi una dimora diversa da tutte le altre. Il lavoro può diventare più lieve, il
parlarne, già di per se, diventa cosa piacevole.
“ E motor” viene chiamato in Romagna, questo mondo, dove un rombo di motore fa
battere forte il cuore e, chi ha i capelli grigi come i miei, il profumo del ricino diventa
inebriante, ricordando le gare nei circuiti motociclistici.
La moto, un mondo di persone unite da questa passione che, come amore, tutto
muove. (mi perdoni Dante)
Conosco persone che nel salotto della loro casa, fra i mobili, fa mostra un motore di
una motocicletta, dei paesi come Misano Monte dove, in mezzo alla rotonda in
centro del paese, come monumento, vi é una rossa Ducati
In questo mondo ho vissuto molto tempo, con soddisfazione, ho trovato e
conosciuto tante persone, conservandone sempre molta amicizia e tanti piacevoli
ricordi. Personaggi dove la genialità e l’eccentricità si trovavano in sintonia, sempre
con intelligenza e stima.
Ricordo nei primi anni 60 quando, per la prima volta, feci visita ad un meccanico di
Bologna molto noto in quei tempi per la sua specializzazione sulle moto BMW,
grande professionista, meticoloso e preciso. Eravamo circa a fine agosto quando
arrivai all’ingresso della sua officina. La serranda era abbassata ed un cartello
avvertiva “ chiuso per ferie, riapro domani”. Ripassai nei primi giorni del mese di
settembre, l’officina era ancora chiusa, il cartello faceva ancora mostra di se.

Ho riflettuto sulla situazione ed ho capito che su quell’avviso, non comparendo
alcuna data, quel domani poteva ben dire chissà quando.
In seguito ho potuto conoscere ed apprezzare molto bene quel professionista , nella
sua eccentricità, aveva delle grandi doti di umanità, intelligenza e cultura. Era
sempre un piacere conversare con lui. In fondo alla sua piccola officina
campeggiava un cartello: “ In pace, il poco é tanto”
Negli anni 70 invece volli conoscere un meccanico di un paese del Ravennate, era il
preparatore di una moto Honda che stava ai vertici della classifica del campionato
italiano . Non avevo mai avuto rapporti con lui, ed usava lubrificanti di marche
concorrenti. Ero certamente molto interessato poterlo annoverare fra gli i miei
clienti. Mi presentai in quella officina modesta e un po’ buia, cominciai parlare dei
miei lubrificanti , in particolare dei prodotti racing. Mi lasciò parlare a lungo senza
mai interrompermi, senza distogliere lo sguardo dal suo lavoro, infine con poche
parole mi disse “ a me basta che unga”, riprese il suo lavoro e mi lasciò.
Aveva certamente molte ragioni, forte e sicuro della sua capacità, sapeva che
quando un motore era ben fatto, ben registrato e, girava insomma bene, ogni
lubrificante avrebbe fatto buona figura.
Di un altro personaggio, grande professionista, di un altrettanto famoso paese,
Maranello, mi piace ricordare il giorno che lo andai a trovare nella sua officina.
Quando entrai lui era molto attento ed assorto su di un motore Ducati che con le
mani rigirava sul sostegno del banco di lavoro. Era un motore, preparato da altri, a
lui sottoposto.
Per non disturbare rimasi un po’ in dietro ed in silenzio. Dopo un tempo abbastanza
lungo, senz’altro proferire, mi guarda e mi dice: caro Dall’Olio “ La meccanica….
non é la moglie del meccanico “
Aveva certamente intuito che la preparazione di quel motore lasciava a desiderare,
sotto intendendo che la meccanica, come arte, é una genialità frutto di un dono
naturale di poche persone.
E’ questo un professionista meraviglioso ed intelligente, al quale conservo sempre
grande stima e amicizia.

Vorrei infine ricordare, anche per chiudere simpaticamente questa passeggiata
nel tempo delle due ruote, un meccanico che ho conosciuto in Lombardia. Un
signore veramente molto distinto, di modi garbati ed arguto.
Ogni volta che arrivavo da lui, sempre mi voleva offrire un caffé. Uscivamo dal suo
negozio per recarci ad un vicino bar, ossequioso ed allegro con tutti, passando
vicino ad un albero di fichi si toglieva leggermente il cappello e, con leggero inchino
diceva, “ omaggi alla signora”

Giacomo Dall’Olio