
Ho rotto la Vespa.
O meglio: ho grippato.
A dire il vero, scritta così suona quasi come un’aggressione gratuita a un Vespone del 1980. Sia chiaro, nella vicenda ho una parte attiva — non sono una vittima delle circostanze — ma una serie di attenuanti e concause ha portato a questo nefasto risultato.
Il miscelatore funzionava? Sì, perfettamente.
L’olio c’era? Abbondante e di ottima qualità.
Cos’è successo, allora? Semplicemente andavo troppo piano in una giornata troppo calda. A velocità così modeste, l’apporto d’olio del miscelatore si è rivelato insufficiente per le prestazioni di un Vespone preparatissimo: cilindro speciale in alluminio, albero motore alleggerito e anticipato, marmitta ad espansione e tutto quel che serve per alimentare l’autostima di un mezzo storico.
Il mio preparatore di fiducia, dopo la consueta razione di insulti e ricatti morali, si è preso la responsabilità di rimettere tutto a posto. Nel frattempo mi ha dato “per uso temporaneo” un veicolo sostitutivo: un meraviglioso Honda SH 125 nuovo di zecca, rosso metallizzato opaco. Ringrazio, lo accendo, e parto verso le mie routine.
Con gli scooter ho sempre avuto un rapporto freddo. Plastica, variatore, zero emozioni e un sound degno di un tosaerba. Utili, per carità: ne ho noleggiati diversi in vacanza perché nel traffico sono imbattibili, pratici e con il vano sottosella capiente. Mezzi di trasporto puramente efficaci.


Poi però mi trovo in sella a questo scooter “fighetto”, curato nei dettagli, di un colore splendido, che mi scarrozza con stile ed eleganza ovunque debba andare. Silenzioso. Pure troppo: sembra elettrico, il che è pericoloso in mezzo a un traffico di automobilisti distratti, più concentrati sui social che al mio arrivo.
Lo scorso weekend ci sono andato persino al mare per raggiungere la famiglia. Velocità di crociera a ridosso dei limiti di velocità, comodissimo, mi ha fatto apprezzare il viaggio mentre me ne stavo assorto nei miei pensieri. Il sole tramontava, l’aria era meravigliosa e i 47 minuti di strada sono volati, con deviazione turistica attraverso il centro di Ravenna.


Morale? Gli ho fatto installare uno scarico completo Arrow.
A parte l’estetica meravigliosa, va considerato come un fondamentale dispositivo di sicurezza passiva: serve agli automobilisti per sentire l’SH in arrivo. E poi fa bene all’autostima dello scooter stesso, che guadagna un po’ di carattere.
Temo proprio che alla Ma. Wi. Moto dovranno trovarsi un altro mezzo sostitutivo…
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