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Airoh GP 550 S, oltre 2000 chilometri al top

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GP 550 S è il casco di Airoh che si pone al vertice della gamma sportiva ed è studiato per ottimizzare le performance dei piloti che lo indossano con una serie di accorgimenti e combinazioni innovative perfettamente integrate tra loro. Presente in MotoGP, nel WorldSBK, al TT dell’Isola di Man, nell’EWC e nei vari campionati nazionali, arriva fino all’utente medio che desidera il massimo nell’utilizzo stradale o nelle giornate in pista. Ma come si comporta questo casco ad alte prestazioni in un utilizzo intensivo? L’abbiamo testato per oltre duemila chilometri consecutivi, percorrendo tante strade e incontrando situazioni climatiche diverse. Siamo andati alla tappa del mondiale Superbike della Repubblica Ceca e da Sant’Agata sul Santerno (RA) a Most, il GP 550 S Airoh è stato il casco che ci ha protetti per tutto il viaggio.

I punti di forza

Realizzato su tre misure di calotte in fibra composita, complessivamente pesa 1.310 g ± 50g. La visiera ha lo sgancio rapido e la superficie ha otto prese d’aria indipendenti, sistema che garantisce una ventilazione adeguata a chi indossa il casco tutta la giornata. Inoltre, l’imbottitura interna sulla sommità del capo è in un particolare gel che protegge e in caso di shock, la testa riceve un quel punto una sorta di galleggiamento che ammortizza maggiormente il colpo. La visiera è ampia, ma non larghissima, per aumentare l’area protettiva, soprattutto laddove naso e bocca sono ben nascosti dalla struttura interna che devia il flusso d’aria dal respiro. Le feritoie in corrispondenza della bocca si aprono dall’interno, lasciando pulita la mentoniera da congegni esterni, mentre l’aria in ingresso incrementa l’anti appannamento, già sufficientemente gestito dall’effetto camera d’aria che la lente pinlock in dotazione produce.

Parlando sempre di aria, la struttura interna canalizzata ne agevola l’estrazione e lo spoiler posteriore è sagomato grazie agli studi fatti in galleria del vento per creare la giusta deportanza e renderlo stabile e non fastidioso alle alte velocità. Gli interni sono completamente sfoderabili e lavabili, il cinturino è a doppio D, quindi regolare per la pista e le imbottiture laterali si sganciano rapidamente con il sistema A.E.F.R. (Airoh Emergency Fast Release), per la rimozione d’emergenza. Tutto questo rende il GP 550 S un prodotto all’avanguardia sotto ogni aspetto.

La prova del fuoco

Considerando che i piloti professionisti lo portano in gara ogni weekend, la prova più importante e suggestiva era testarlo in un utilizzo intensivo su strada e dato che si sposa molto bene con la nuova Honda CB 750 Hornet (vedi la prova), l’ho usato per circa 1000 chilometri “one shot”, da casa fino al circuito di Most. Partito di buon ora, in una giornata non particolarmente afosa, ho potuto tenere chiuse le prese d’aria che non servivano e al momento del picco climatico sarei stato ben oltre le alpi a prendere il fresco. Non avevo caldo, ma al confine con l’Austria mi sono fermato per pagare la vignetta e togliendomi il casco ho sentito la differenza di temperatura.

Ciò significa che al suo interno il clima rimane costante, bilanciato dalla circolazione dell’aria che non si percepisce e soprattutto non genera fruscio. Alla ripartenza ho avuto un piacevole impatto con il rivestimento che ho trovato asciutto e per niente intriso di sudore. All’altezza di Monaco di Baviera, il cielo ha deciso di scaricare tutta la pioggia possibile, alternando precipitazioni deboli, a veri e propri acquazzoni estivi. Deciso a non fermarmi se non per riempire di benzina il serbatoio, circa ogni trecento chilometri, ho semplicemente ridotto la velocità per via del manto bagnato. Diretto in Repubblica Ceca, ho anche avuto un’ora di tregua dall’acqua nella quale casco e abbigliamento si erano praticamente asciugati.

Purtroppo, la cosa non è stata duratura e ho preso tanta altra pioggia fino a sera. Prima di bagnarmi ho apprezzato molto l’efficacia aerodinamica del GP 550 S che, come da descrizione, ha una forma studiata per migliorarne la deportanza. Risulta leggero sul collo e nonostante i chilometri si facciano sentire sempre, non “massacra” la zona cervicale. In più è ben insonorizzato, non si soffre di turbolenze fastidiose alle orecchie e trasmette una alto senso di sicurezza. Prima della partenza avevo applicato la lente pinlock e il risultato è stato che la visiera non si è mai minimamente appannata.

Arrivato in circuito il mattino seguente dopo aver lasciato il casco appeso in stanza, l’interno risultava ancora un po’ umido per l’acqua presa dal basso con il movimento della moto. Nulla era invece penetrato dalla calotta o dalla visiera rigorosamente chiusa. Il servizio ufficiale Airoh presente nel paddock del World Superbike si è preso cura del mio articolo pulendolo in ogni minimo dettaglio, asciugandolo a dovere e controllando tutti i punti più sensibili, senza rilevare anomalie. Ottimo nell’uso quotidiano dall’hotel al circuito durante tutto il weekend, ci sono stati altri mille chilometri per tornare in Italia. La prova è stata superata egregiamente e ho potuto apprezzare anche i tear off applicati gentilmente dal service con cui mi sono garantito la visiera pulita, senza incontrare pioggia fino a casa.

Un futuro radioso

La qualità del GP 550 S non si discute, in dotazione a piloti si è dimostrato un campione anche nell’uso stradale più estremo. Un bel biglietto da visita per un top di gamma che costa come un articolo più economico, ma che non lesina su alcun dettaglio, per farne il prodotto sportivo di punta per sicurezza e rendimento. Soggetto a continue valutazioni, è il capo guida della gamma con cui Airoh ha modo di confrontarsi e garantirsi un futuro da leader nel settore per ricerca e innovazione.

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