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SBK, IMOLA round

Nel 2019, l’ultima tappa disputata sulle rive del Santerno, Alvaro Bautista, fino ad allora imbattuto, diede inizio alla sua debacle. Chissà, personalità complesse i piloti; quello che abbiamo percepito o letto in quell’occasione sarà la punta dell’ iceberg di un quadro più complesso, che solo i diretti interessati conoscono fin nei minimi dettagli.

Col senno di poi, la storia ha restituito retroscena piuttosto interessanti di piloti importanti, dei quali non avevo percepito il reale potenziale finchè per una serie di scambi sui social sono emerse verità scomode, dandomi la possibilità di vederli sotto una luce diversa.

Nel paddock di Imola 2023 mi hanno colpito le condizioni climatiche, con temperature elevatissime e umidità tropicale, mettendo a dura prova tutti, dai piloti ai loro meccanici, lo staff delle varie hospitality, ecc.

Ho fatto caso alle piscine gonfiabili: non è la prima volta che le vedo ovviamente, sono quelle che si usano anche per i bambini più piccoli, non tanto profonde, sistemate nel retro box oppure al riparo dal sole a ridosso dei motorhome dei piloti.

Viste le temperature, rientra tutto nella norma, ma negli ultimi anni sono sempre più diffuse: è diventata una routine dei piloti, che le riempiono di ghiaccio e vi si immergono per svariati minuti.

Aiuta la concentrazione, migliora la circolazione, rafforza la disciplina: questi sono solo alcuni degli aspetti positivi di questa pratica, che prevede un ampio lavoro che tutti i piloti portano avanti in profondità.

Dieta, allenamenti su più fronti, mental coach: a mio avviso indica di un cambio di passo dei piloti, tutti. Il talento, l’istinto alla velocità, la preparazione tecnica e atletica, non bastano più per vincere: occorre andare oltre, prepararsi a 360’ sotto ogni punto di vista.

Niente viene lasciato al caso: in MotoGP si parla anche di crioterapia, per velocizzare il recupero muscolare e la piscinetta colma di ghiaccioli è quanto di più pratico si possa improvvisare in un paddock per simulare tale terapia.

Dopo gara 1, durante le interviste ai piedi del podio, ho visto i piloti abbassarsi la tuta per il caldo. Con quelle temperature completare una gara a quei livelli è veramente estenuante, apparivano tutti stremati per il caldo, e alla fine è come quando piove: è gara bagnata per tutti, e prevale chi riesce ad adattarsi meglio in quelle condizioni. Alvaro, come tutti i piloti di una V4 Panigale, si è trovato a fare i conti anche con una dose di calore extra emanato dalla sua moto: non so se sia dovuto all’architettura del propulsore stesso o di quale altra ragione, la moto italiana ha delle temperature di esercizio leggermente più elevate delle concorrenti, e l’architettura che vuole 2 cilindri orientati sotto alla sella, non aiuta i piloti.

Non ci sono salito, ma il mio pensiero è che possa trasformarsi in una sorta di graticola, fino a rendere il posto di guida infuocato. Pubblico meraviglioso, la domenica, nonostante tutto, con una marea di tifosi pronti a festeggiare una gara entusiasmante di Axel Bassani, che è riuscito a conquistare un glorioso 2’ gradino del podio.

Alvaro, è purtroppo uscito di scena dopo poche curve, vanificando un meticoloso lavoro di preparazione. Capita, le gare sono anche questo.

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